Nagyvázsony (Ungheria) - l’incontro tra natura e storia
Ci sono pochi luoghi al mondo così belli come quelli che circondano Nagyvázsony.
A nord c’è uno dei punti più alti della montagna Bakony, il Kab-hegy alto 600 mt; a sud si possono ammirare i paesetti costruiti sulle colline o nei bacini della zona del lago Balaton.
Secondo gli archeologi qui passarono le vie di guerra dei romani, e addirittura ci visse l’uomo già nell’età della pietra. Il paese ottenne il nome odierno – nella forma di Nagwason – nel 1495. Prima di allora, per più di 200 anni, lo chiamarono Váson, dal nome del suo primo padrone.
Nagyobb térképre váltás
Al centro del paese si trova il Castello Kinizsi (Kinizsi-vár) risalente a più di cinque secoli fa che, contrariamente alle consuetudini d’epoca, fu costruito non sulla cima della collina ma sotto le case del vecchio villaggio. Il suo padrone più famoso fu Pál Kinizsi che, secondo la leggenda, da semplice garzone di mugnaio divenne capo dell’esercito. Questo soldato, che si guadagnò la fama nelle battaglie contro i turchi, fondò il moderno esercito ungherese del tardo medioevo chiamato Esercito Nero di Re Mattia. Kinizsi allargò la fortezza di Vázsony con mura di protezione sovrastate da torri esterne, costruendo una nuova ala del palazzo e la cappella.




Durante l’invasione turca su quei territori si susseguirono diversi padroni e la zona si spopolò. Nel 1649 ne prese possesso István Zichy che favorendo l’insediamento dei tedeschi riportò la prosperità in quelle terre.

Castello Zichy
La fortezza, che negli ultimi due secoli si stava deteriorando, è stata restaurata negli anni 50 sotto la guida di István Éri. Ha vissuto una nuova fioritura negli anni 1960-80 quando, sotto la guida dell’ufficio turistico regionale, è diventata uno dei luoghi più visitati dai turisti dell’Ungheria.
Dall’inizio degli anni 90 è stata gestita da imprenditori e dal 2005 è passata sotto la gestione del Comune di Nagyvázsony.
Orario di apertura: in primavera 2009 da martedì a domenica dalle ore 10 alle 17. Lunedì chiuso.
Dal 1 maggio al 30 giugno tutti i giorni dalle ore 10 alle 17. Luglio-Agosto dalle 10 alle 18. -
Entrata: adulti 500 Ft, bambini 300 Ft.
Pál Kinizsi fu il fondatore del Chiostro dei Frati Paolini (Pálos Kolostor) che si trova ai margini del paese sulla collina San Michele, le cui rovine ancora oggi testimoniano lo splendore e l’imponenza di un tempo. In occasione dei primi attacchi dei turchi la costruzione, nell’impossibilità di difenderla, fu distrutta per impedire ai nemici di entrarci. Parte delle rovine fu utilizzata per rinforzare le difese del castello e delle altre case del paese.


Il Museo delle Poste (Postamúzeum), unico nella zona, si trova nella via sopra il castello (Temetõ u.3. Tel. 88/264-300) e rappresenta la storia delle poste e telecomunicazioni attraverso oggetti, uniformi e carri postali. Nagyvázsony è stato scelto come luogo per questo museo perché tanti anni fa nel paese esisteva una stazione di carri postali. La parte più importante della mostra si occupa della storia della telecomunicazione coi fili. Possiamo vedere il primo centralino telefonico risalente all’epoca di Tivadar Puskás, inventore ungherese del centralino telefonico. Inoltre possiamo vedere e addirittura provare gli strumenti più moderni con sistema crossbar. Per i più giovani potrebbe essere molto interessante vedere il telex, la “macchina degli sms” di una volta, che è grande come mezzo armadio.

Museo delle Poste – telefoni e centralini telefonici
La Casa Schumacher (Schumacher-ház), Museo Etnografico, costruita 170 anni fa, si trova all’angolo di Vár utca (Via Castello) e di Bercsényi utca (Via Bercsényi 21.). Nella cucina sono esposti degli oggetti di uso quotidiano appartenenti ad un contadino benestante dell’epoca; nella cosiddetta stanza pulita c’è una mostra di storia dell’illuminazione popolare; nella camera dietro si trova un telaio da tessitura tutt’ora funzionante che apparteneva ad uno degli inquilini della casa. Nella stalla è esposta l’attrezzatura dell’ultimo maestro della lavorazione del rame di Nagyvázsony.
Il museo è aperto dal 1 maggio al 30 settembre da martedì a domenica dalle ore 10 alle 17. Lunedì chiuso -
Entrata: adulti 300 Ft, bambini 150 Ft.

Museo Etnografico - Casa Schumacher

Bambini che lavorano l’argilla nel cortile del museo

Preparazione di fiori e addobbi di paglia
L’edificio della scuola elementare (Kisiskola) si trova all’incrocio della piazza centrale e Vár utca. Un cartello appeso sul muro dell’edificio racconta che alla sua costruzione nel 1907 ha contribuito il famoso fisico austriaco Robert Lieben che aveva legami parentali col paese. Lo scienziato inventò nel 1906 il tubo di elettroni, cioè il tubo Lieben. Nel 2007, anno del giubileo, i bambini sono stati trasferiti nell’edificio della scuola media per trasformare l’edificio centenario della scuola elementare in centro turistico e culturale. Da allora è vuoto.

E’ un monumento famoso del paese la Chiesa di Santo Stefano (Szent István templom), l’unica chiesa gotica rimasta quasi completamente intatta della zona, che si trova all’incrocio con lo statale per Veszprém. La costruzione è stata commissionata da Pál Kinizsi nel 1481, l’interno in stile barocco risale al XVIII. secolo. D’estate all’interno si organizzano dei concerti e qui si celebra la santa messa del 20 agosto, giorno di Santo Stefano (festa nazionale della costituzione ungherese).
Chiesa di Santo Stefano

Nel cimitero di Nemesleányfalu, una frazione di Nagyvázsony, i resti del muro della chiesa di San Giacobbo osservano il silenzio da 700 anni.
Oltre a Pál Kinizsi, sua moglie Benigna Magyar e Robert Lieben ci sono anche altri personaggi famosi i cui nomi sono legati al paese: poeti ungheresi più o meno famosi come Gergely Édes (1763-1847) che lavorò qui come parroco protestante e nel 1798 ospitò per mesi a casa sua il famoso poeta ungherese Csokonai Vitéz Mihály.

La poetessa Zseni Várnai (1890-1981) trascorreva a Nagyvázsony i suoi anni d’infanzia; oggi le scuole elementari e medie portano il suo nome. Oltre ai luoghi e monumenti famosi del paese, la zona offre ricchi programmi ai turisti per trascorrervi le vacanze.
Vicino a Nemesleányfalu, attraversando il prato di Tálod, si arriva alla Sorgente Kinizsi (Kinizsi-forrás) al cui fianco si trovano le rovine del Chiostro di Tálod (tálodi kolostor) risalente al XIII. secolo.
Al nord il monte Kab (Kab-hegy) offre dei suggestivi itinerari per passeggiare. Strada facendo troviamo i resti del villaggio di Csepely. Il villaggio, che durante le invasioni turche si era spopolato, si trovava a 3-4 km a nord-est da Nagyvázsony. Del villaggio, che si estendeva su un territorio lungo 1500 mt e largo 300 mt, oggi sono rimasti solo la chiesa e i contorni di una casa, una parte rettangolare lunga 100 mt e larga 60 mt. Durante gli scavi del 1957-58 sono stati conservati i muri della chiesa di stile romano risalente al 12-13. secolo e restaurate le fondamenta di una casa di tre stanze a nord-ovest dalla chiesa. Oggi le rovine sono circondate da terreni agricoli. E’ possibile raggiungerle dalla parte erbosa e cespugliata opposta all’angolo di nord-ovest attraversando in linea retta il terreno agricolo.



A sud-est, attraversando i paesetti Vöröstó e Barnag, gli amanti della natura possono camminare fino alle rovine del Castello di Zádor (Zádor-vár). Le vecchie chiese, le vie crucis e le casette di una volta ristrutturate ricordano i secoli passati nei paesetti vicini.
Se qualcuno vuole fare il bagno ci sono le spiagge del lago Balaton raggiungibili in circa 15 minuti in auto.
Le città e i paesi vicini – Veszprém, Balatonfüred, Tihany, Tapolca, Badacsony, Keszthely – con i loro monumenti, edifici e luoghi famosi possono offrire una valida alternativa per i giorni più freschi.
A soli 15 km da Nagyvázsony si trova il bacino Káli (Káli-medence), la parte più bella del Parco Nazionale del Balaton, la cui bellezza attira sempre più visitatori.
Da Nagyvázsony partono delle linee dirette di autobus per Budapest e per le città vicine. Il paese non ha una stazione ferroviaria ma dalla stazione di Veszprém, che dista circa 20 km, è facile raggiungere il paese con le linee di autobus.

Guardia di Bonn a Nagyvázsony

Strada invernale con la chiesa protestante



Tornei medievali – 2005

…..attraverso il fuoco

Gara “military” dei carri

Museo laboratorio del fabbro Tarsoly László


Vöröstó

Barnag

Col carro sui prati

Preparazione del gulasch nel paiolo alla sorgente Kinizsi

Badacsony dalla cima Lugos

Passeggiata a cavallo sul pendio del Kab-hegy (Monte Kab)

Nemesleányfalu visto da Vigántpetend

Nel paese ci sono alcuni ristoranti, una pasticceria e diversi negozi alimentari. I turisti possono alloggiare nelle pensioni, nell’ostello per la gioventù accanto al castello e nelle case private.
Perché non vieni a visitarci anche tu?
Itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta a Nagyvázsony e dintorni
u. (utca) = via
1. Rovine della chiesa di Csepely (Csepelyi pusztatemplom) – 9 km

Percorso: Scuola Elementare (6) – Vár u. – Casa Schumacher (5) – Sörház u.– Rákóczi u. – Kossuth u. – Parco del Castello (1) – Kossuth u. – Chiesa di Santo Stefano (2) – segno rosso “rovine” (PL) (come una lettera “L”) - Rovine della chiesa di Csepely - ritorno a Nagyvázsony senza passare per il Parco del Castello.
In bicicletta: prendere la statale per Veszprém – Úrkúti u. girare a sinistra – Impianto di pompe di Felsõcsepely-puszta a sinistra
2. Rovine del Chiostro di Tálod (Tálodi kolostorrom) - 7 km (a seconda del percorso)

Percorso: Scuola Elementare (6) – Vár u. – Temetõ u. – Museo delle Poste (4) – segno blu (K) in direzione ovest sul lato nord-est del cimitero – Monte San Michele – Chiostro dei Frati Paulini – Prato di Tálod – Sorgente Kinizsi – Rovine del Chiostro di Tálod.
Ritorno: in direzione est seguendo il segno verde (Z) – Rovine della chiesa di San Giacobbo – Nemesleányfalu – Chiesa Evangelica (9) – Petõfi u. – Kinizsi u. – Chiesa Protestante (7)
3. Casa Forestale di Csicsó (Csicsói erdészlak) – 12 km (percorribile anche in bici)

Percorso: Scuola Elementare (6) – Kinizsi u. – Chiesa Protestante (7) – Petõfi u. – Nemesleányfalu – Strada per Vigántpetend – Strada forestale con segno blu/verde (KZ) in direzione sud – Casa forestale di Csicsó
Ritorno: sulla stessa strada oppure in direzione Mencshely seguendo il segno rosso (P).

4. Castello di Zádor (Zádor-vár) – 13-15 km (a seconda del percorso)

Percorso: Scuola Elementare (6) – Chiesa di Sant’Elena (8) – Kinizsi u. – segno rosso (P) sulla strada per Vöröstó – Vöröstó – La via crucis di Vöröstó – segno rosso (P) – segno blu/rosso (KP) – Castello di Zádor
Percorribile anche in bici eccetto l’ultima parte.
Ritorno: seguendo il segno rosso “rovine” (PL) in direzione nord-ovest – Barnag – Vöröstó – Nagyvázsony

5. Monte Kab (Kab-hegy) – 16 km

Percorso: Scuola Elementare (6) – Vár u. – Castello Kinizsi (3) – Új u. – segno di croce blu (K+) oppure segno blu (K) – segno blu (K) – torre di osservazione Kinizsi
Ritorno: sulla stessa strada
In bicicletta (32 km): statale per Veszprém - Úrkúti u. – strada per la torre di trasmissione TV di Kab-hegy (sinistra)















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